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Il primo nucleo abitato di Gerusalemme
sorse sulla collina a sud della spianata del tempio ed era
abitato da una tribù cananea detta dei Gebusiani.
Nel 1000 a.C. Davide conquistò la città e acquistò dal re
gebuseo Arauna un terreno sul monte Moria dove costruì un
altare al Signore, trasferendo qui da Hebron l'Arca
dell'Alleanza.
Nello stesso luogo Salomone edificò (nel 950 a.C.) il primo
Tempio.
Con la divisione del regno alla morte di Salomone, Gerusalemme
divenne la capitale del regno di Giuda.
Nel 701 a.C. fallì il tentativo dell'imperatore assiro
Sennacherib di conquistare la città, ma ormai si preparavano
per Gerusalemme i giorni del pianto: nel 587 a.C. venne
saccheggiata dal re babilonese Nabucodonosor, che distrusse il
Tempio e deportò a Babilonia migliaia di ebrei.
L'esilio durò quasi cinquant'anni, fino all'ascesa al potere
di Ciro il Grande, che consentì agli esiliati di ritornare in
patria. Un secolo dopo, al tempo del profeta Nehemia e
di Ezra lo Scriba, venne intrapresa la ricostruzione del
Tempio e delle mura di Gerusalemme, lavori portati a termine
in un tempo record.
Nel 333 a.C., con l'avvento di Alessandro Magno, iniziò la
ellenizzazione del paese, culminata con la rivolta dei
Maccabei ad Antioco IV Epifane, che aveva dichiarato la sua
natura divina e ordinato agli ebrei sacrifici in suo onore.
Cacciati i greci (164 a.C.) ci fu un breve periodo di governo
dei re della dinastia asmonea, ma nel 63 a.C. giunse a
Gerusalemme con le sue legioni Pompeo ed iniziò la
dominazione romana. In questo periodo, sotto Erode il Grande
nominato re dal Senato di Roma nel 37 a.C., la città santa
conobbe una nuova epoca di splendore, caratterizzata dalla
ricostruzione del Tempio e dall'edificazione di notevoli
edifici monumentali.
Alla morte di Erode (4 a.C.) il regno venne diviso fra i suoi
tre figli, e sotto la reggenza di uno di essi (Erode Antipa)
Gesù venne crocifisso.
Nel 70 d.C. l'imperatore Tito, per ritorsione alle sempre più
frequenti ribellioni degli ebrei, ordinò la distruzione del
Tempio di Erode; la distruzione divenne ancora più radicale
sessant'anni dopo, quando Adriano rase completamente al suolo
Gerusalemme.
La maggior parte degli ebrei fu costretta ad abbandonare il
paese, dando così inizio alla Diaspora del popolo ebreo nel
mondo intero.
Il ritorno degli ebrei nella città santa inizierà solo nel
XIX secolo, con la nascita del movimento Sionista. Il
resto è storia recente e ancora drammaticamente alla ribalta
della cronaca.
Indispensabile ricordare la battaglia del giugno 1967, che
portò alla conquista armata e all'unificazione della città
sotto il controllo ebreo: le mura che dividevano il settore
ebraico da quello occupato dai giordani vennero abbattute.
La gioia della riunificazione lasciò ben presto il posto
all'amara scoperta che i giordani avevano devastato i luoghi
sacri, fatto saltare le 27 sinagoghe e distrutto numerose
scuole di Talmud: solo il muro (il Muro del Pianto) era
scampato a quella distruzione, diventando così il simbolo
della conclusione del lungo esilio.
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