HATSHEPSUT

La Donna che fu FARAONE

 

 

Occupò per più di venti anni un trono

 che era riservato solo agli uomini.

Costruì tempi e finanziò spedizioni.

Ma il suo successore cercò di cancellarne

 persino il ricordo......

 

Sono poche le donne che nella storia hanno conquistato il potere. Quasi tutte
hanno pero’ lasciato il segno del loro passaggio, in un modo o nell’altro.
Hatshepsut e’ una di queste. Consapevole della sua eccezionalita’ la regina
diede infatti ordine di costruire il tempio in una originale struttura che oscurasse
i monumenti di altri sovrani, passati e futuri. E c’e’ riuscita. Situato a Deir
al-Bahari nella necropoli tebana sulla riva ovest del Nilo, a Luxor, il tempio di
Hatshepsut e’ un santuario a terrazze in parte scavato nella roccia calcarea e
sovrastato tutto intorno da alti picchi. La regina visse nel XV sec. a.c. ed era
figlia di Thutmosi I. Pur essendo l’unica discendente diretta del re non poteva
diventare sovrana per via del suo sesso. Sposo’ quindi il fratellastro Thutmosi II
ma di fatto esercito’ il governo detenendo il gonnellino e la barba cerimoniale,
simboli del potere. Nei rilievi che adornano il tempio e che sono tra i piu’ famosi
della valle del Nilo la regina ha voluto ha rappresentare la sua origine divina per
legittimare il diritto a regnare di fronte ai grandi sacerdoti. Fece anche costruire
un enorme obelisco in un unico blocco di granito rosa di Assuan (317 tonnellate)
che e’ ancora presente nel vicino tempio di Karnak, a Luxor. Un altro importante
evento rappresentato nel santuario e’ il viaggio a Punt nella costa somala che
commissiono’ per portare preziose piante di mirra e incenso al suo tempio. Dello
splendore del tempio se ne era persa traccia dopo che era stato convertito a
convento dai monaci cristiani. Solo la spedizione napoleonica del 1798 lo porto’
alla luce semisepolto nella sabbia. Solo un secolo dopo furono intrapresi
importanti lavori per riportarlo al suo splendore e finalmente nel 1960 un team
misto egiziano-polacco ha intrapreso il restauro interno ed esterno della
struttura. Delle tre terrazze del tempio quella superiore ha posto maggiori
problemi. Senmut, architetto e amante della regina, ne aveva concepito
l’originale struttura e per proteggerla dalle cadute di massi dai dirupi circostanti
aveva inventato una piattaforma sopra la terza terrazza che ora e’ stata
ricostrutia. Tra le opzioni c’era anche quella di smonatare il tempio e di
trasferirlo come avvenne per Abu Simbel ma i costi proibitivi hanno fatto
scegliere la soluzione congegnata da Senmut. Gran parte dei lavori ha
riguardato anche la pulizia delle pareti del tempio dove si trovano i rilievi
originali. Nel tempo in cui divenne un convento l’olio delle lampade aveva
infatti annerito le pareti preservando allo stesso tempo questi capolavori dagli
agenti del tempo. Ora il tempio dopo un restauro quarantennale e’ visitabile a
chi volesse ammirare l’ambizione di questa regina che regno’ per venti anni in
mezzo ad intrighi e congiure. Pur avendo due tombe, il suo corpo non e’ stato
ritrovato in nessuna di esse ed e’ ancora un mistero su come sia morta questa
donna, uccisa dal suo rivale Thutmosi III, dai suoi collaboratori gelosi di Senmut
o semplicemente di morte naturale?

 

 

Pagina creata il30/10/02