TRAMA:
Frate Guglielmo da Baskerville e il novizio benedettino Adso da Melk
arrivano a una grande abbazia del nord Italia per una sottile e non ben
precisata missione diplomatica. Qui Guglielmo deve investigare su vari
delitti, precisamente sette, che sembra siano legati al libro
dell’apocalisse che fa riferimento a una catastrofe a ogni tromba che
verrà suonata. A far rendere più credibile l’idea è il fatto che i
delitti sono dello stesso numero delle trombe e rispecchiano
nell’esatta successione le pene da queste portate. Nell’abbazia si
comincia a parlare dell’arrivo dell’anticristo e
portavoce ne è in particolare frate Jorge un vecchio frate senza denti.
Ma il mistero dei delitti ruota anche attorno a una biblioteca,
inaccessibile a tutti tranne al bibliotecario e all’abate, che è il
vanto dell’abbazia e che è una delle più grandi esistenti. L’unico
luogo in cui si possono consultare i libri e lo scriptorium dove i frati
possono trascrivere i libri. In questo luogo viene trovato morto
Berengario vice bibliotecario e uno fra i maggiori traduttori del greco
dell’abbazia e anche lui come gli altri morti ha i polpastrelli delle
dita anneriti da una strana sostanza.
A
questo punto Guglielmo decide di andare di notte a vedere cosa stava
ricopiando Berengario dato che di giorno si fa di tutto perché non
possa farlo, ma qualcuno li precede e riesce a prendere il prezioso
volume poco prima che Guglielmo lo consulti, inoltre più o meno
volontariamente ruba anche gli occhiali del frate senza i quali non è
in grado di leggere. Ma Guglielmo e Adso trovano fortuitamente un
biglietto con una scritta fatta con succo di limone visibile solo
avvicinata a il calore di una candela ,su di questo un codice che
rispecchia i simboli zodiacali che grazie all’intuito di Guglielmo
vengono tradotti, la parola è finis Africae. Cosa sarà mai questo
finis Africae? Nientemeno che una stanza dell’inaccessibile biblioteca
in cui probabilmente saranno racchiusi i testi vietati perché ritenuti
pericolosi per la cristianità di un uomo. A questo punto è necessaria
una visita alla biblioteca e così di notte i due si addentrano in essa
scoprendo che è un labirinto e come in tutti i labirinti si perdono.
Inoltre
vari trucchetti sono stati installati in essa dai suoi formidabili
costruttori come ad esempio dei fori nelle pareti che fanno entrare
l’aria esterna facendola sibilare e quindi facendola sembrare uno
spirito, poi in una stanza Adso viene preso da alcune visioni portate da
delle sostanze bruciate da un cero e infine i due frati vengono
spaventati da uno specchio deformante che sul momento gli fa credere di
vedere un diavolo. Ma dopo aver un po’ girovagato riescono a trovare
l’uscita e a tornare al dormitorio. Intanto all’abbazia arriva
Bernardo Guy, un inquisitore, che crede di risolvere il mistero mandando
al rogo due frati e una presunta strega per eresia, tra l’altro la
notte precedente alla sua condanna la ragazza aveva portato in peccato
carnale il giovane Adso che si era perdutamente innamorato di essa.
Di
giorno i due investigatori riescono a fare un abbozzo di mappa della
libreria contando le finestre, la notte seguente vi si addentrano e
scoprono che ad ogni stanza è associata una lettera e che seguendo le
lettere in ordine esatto si compongono i nomi dei luoghi di appartenenza
dei manoscritti (ad esempio Hispanya). Inoltre riescono a capire dove è
il famigerato finis Africae che si trova dietro allo specchio che la
volta precedente li aveva tanto spaventati, ma l’unico problema era
scoprire come entrarci perché per farlo dovevano premere il primo e il
settimo dei quattro sopra l’idolo. Il giorno dopo si viene a scoprire
la morte di un altro monaco e questa volta Guglielmo e Adso hanno sotto
le mani il tanto ambito volume ma non se ne accorgono e quando capiscono
il loro sbaglio tornano sul luogo del delitto ma il libro non c’è già
più. A questo punto tra il trambusto generale tornano in biblioteca e
riescono ad entrare nel finis Africae e dentro trovano Jorge con il
tanto ambito volume che li sta aspettando.
Jorge
porge a Guglielmo il manoscritto questo lo prende ma prima di leggerlo
si infila un guanto perché le pagine del volume sono intrise di veleno
e sono cosi attaccate l’una all’altra che il lettore deve inumidirsi
le dita con la saliva e facendo questo si avvelena, ma Guglielmo ha
scoperto tutto ed è previdente. Jorge spiega che quel libro deve essere
tenuto al segreto perché celebra il riso e se questo trionfasse la
gente riderebbe anche di Dio e allora sarebbe la fine; ma quando Jorge
scopre che Guglielmo ha un guanto e che quindi non può morire
avvelenato comincia a mangiare le pagine del volume e scappa via:. I due frati lo
inseguono e quando lo riescono a trovare tentano di prendergli il libro
ma facendo questo nella lotta gli cade il lume su una pila di libri che
prendono immediatamente fuoco e questo è alimentato da i fori di
aerazione delle pareti.
Adso
corre a suonare le campane per svegliare i frati per tentare di spegnere
l’incendio. Jorge muore nella libreria per il veleno da lui ingerito e
per il fuoco, Guglielmo si salva per miracolo ma la libreria è
distrutta. Il vento spinge le fiamme sulle altre costruzioni e in breve
gli unici luoghi che non sono toccati dalle fiamme sono l’orto e il
cimitero. A questo punto Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk
prendono due asini e se ne vanno. Adso torna al suo paese natio e deve
lasciare il suo maestro che morirà due anni più tardi.
All’ex
novizio rimane solo una tristezza: non aver mai saputo il nome
dell’unica ragazza che lui abbia amato.
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