Triangolo Estivo

a Carlo che mi ha insegnato ad alzare gli occhi al cielo.....

 

 

Con questo nome si indica la figura immaginaria del cielo definita da tre stelle molto luminose che si vedono nelle notti d'estate in alto nel cielo: si tratta di Vega la costellazione della Lira, Deneb del Cigno ed Altair dell'Aquila.

La costellazione del Cigno è sicuramente la più importante del cielo estivo, per la posizione alta ed attraversata dalla "Via Lattea " (le migliaia di stelle visibili della nostra galassia), per le sue stelle luminose e per la forma caratteristica a croce latina.

Ecco perchè viene anche detta "Croce del Nord".

I Greci vedevano in questa forma a croce un cigno in volo visto dal basso, con il braccio più lungo a definire il collo e la testa del volatile. Secondo la loro mitologia era Zeus (Giove), padre degli dei, trasformatosi in un candido e regale cigno per corteggiare la bella fanciulla Leda.

Dalla loro unione nacquero Castore e Polluce, i famosi gemelli dell'omonima costellazione zodiacale.

Deneb invece in arabo vuol dire "coda del cigno" e si trova quindi in fondo al braccio più corto della croce.

VEGA un po' di mitologia

 

 

 

Questa antica costellazione rappresenta un'arpa, lo strumento musicale inventato da Mercurio con un guscio di tartaruga e donato a suo fratello Apollo. La lira è stata visualizzata nella volta celeste anche come un aquila o avvoltoio, è di dimensioni ridotte ma discretamente visibile. La costellazione della Lira contiene la quinta stella in ordine di magnitudine, Vega, che forma il vertice del triangolo estivo. Il Sole come tutte le stelle si muove, e sta portandosi a 20 km al secondo verso Vega. Questo fa sì che entro il 14.000 d.C. Vega sarà la nuova stella polare. Da Lira arrivano anche due sciami meteorici, il primo in aprile (verso il 21-22) e il secondo a giugno (verso il 16) , decisamente più vistoso. La costellazione è piccola ma facilmente riconoscibile, compresa tra Hercules e il Cygnus, a forma di parallelogramma simile ad un'arpa a due corde.

Nella mitologia, la Lira rappresenta appunto l'arpa inventata da Mercurio e data ad Apollo che a sua volta la diede al figlio Orfeo. Quest'ultimo suonava una musica così bella da vincere la mano della ninfa Euridice. Sfortunatamente Euridice venne morsa da un serpente velenoso morendo all'istante. Acceccato dal dolore, Orfeo scese nell'Ade implorando Plutone, dio degli Inferi, di restituirgli l'amata; la sua musica era così commovente da spingere Persefone, moglie di Plutone, a convincere il marito. Alla fine Plutone cedette ma ad una condizione: durante la risalita dagli inferi, Orfeo non si sarebbe mai dovuto voltare a guardare Euridice. Purtroppo Orfeo non riuscì a resistere alla tentazione e perse così per sempre la sua amata. Oppresso dal dolore, Orfeo respinse tutte le donne che si offrirono di sposarlo: Ovidio, nelle Metamorfosi (libro XI, vv. 1-66), racconta che allora alcune donne, offese dal suo rifiuto, lo assalirono e lo fecero a brandelli. L'ombra di Orfeo scese nell'oltretomba, dove rimase per sempre assieme alla sua amata Euridice. Anche dopo la morte di Orfeo, la sua arpa, gettata nel fiume Ebro, continuò a suonare sino a quando Giove non la recuperò per porla tra le stelle.

e la mitologia continua......


Il mito di Orione e dello Scorpione


La costellazione di Orione è sicuramente una delle più belle del cielo grazie alle sue stelle brillantissime ed alle nebulose (ammassi di gas) presenti in essa. È visibile nella stagione invernale e ad inizio primavera guardando verso sud-ovest.

Secondo i Greci Orione era un gigante ed implacabile cacciatore, figlio di Gea (madre terra) e di Poseidone (Nettuno per i Romani) Dio del mare: non esisteva fiera o belva che potesse sfuggirgli, tanto grande era la sua forza ma anche la sua ferocia.

Un giorno l'impeto quasi oltraggioso con cui Orione fece strage di animali nel bosco indignò la madre Gea e Artemide (Diana) dea della caccia, le quali decisero di punirlo mandandogli contro un piccolo ma velenosissimo scorpione:Orione quando lo vide rise di lui e della sua insignificante mole.
Ma, lo scorpione, approfittando di una distrazione del cacciatore, lo punse a morte.

Ormai il gigante era disteso a terra, incredulo ed agonizzante, ma Zeus (Giove) padre degli Dei si commosse e trsformò i due protagonisti del duello in stelle: nacquero così le costellazioni di Orione e dello Scorpione, nemiche giurate anche sulla volta celeste dato che quando sorge la prima di inverno tramonta la seconda e viceversa nella stagione estiva.



La leggenda di Andromeda


 

Il gruppo mitologico di Andromeda è il più numeroso della volta celeste: comprende infatti ben 6 costellazioni che sono, in ordine alfabetico, Andromeda, Cassiopea, Cepheus, Cetus, Pegasus, Perseus.

Secondo i greci Andromeda era la figlia dei sovrani d'Etiopia Cefeo e Cassiopea; madre e figlia erano molto belle ma anche un pò vanitose ed un giorno osarono paragonare la loro bellezza a quella delle sirene e delle nereidi, ninfe del mare.

Poseidone (Nettuno), che del mare era la più grande divinità, si offese moltissimo per il paragone un pò eccessivo e decise di punire il regno Etiope scatenando terribili flagelli naturali come trombe d'aria e mareggiate e mandando sulle coste le incursioni del grande mostro marino Boreta (Cetus),mangiatore di uomini.

Cefeo, che non sapeva più cosa fare, consultò l'oracolo che in risposta disse di placare l'ira divina con il sacrifico di Andromeda a Borea: era l'unica soluzione possibile.

Così fece a malincuore Cefeo che ordinò di incatenare ad uno scoglio sul mare la bella figlia Andromeda; Borea poi uscì dalle acque e stava gia per avventarsi su di lei quando dalle nubi sbucò il guerriero Perseo a cavallo di Pegaso, destriero alato, che scese a terra, liberò Andromeda e la porto via con se.

In cielo tutte le costellazioni citate sono abbastanza vicine tra di loro, soprattuto Andromeda, la protagonista, e Pegaso il cavallo simbolo della sua libertà.

Il mito dell'Orsa Maggiore


La costellazione dell'orsa maggiore è una delle più antiche del cielo, conosciuta già migliaia di anni fa grazie alle sette stelle molto luminose che disegnano una parte della figura complessiva a forma di carro o di una pentola.

Per i greci l'orsa era in realtà Callisto (in greco "la bellissima"), una stupenda fanciulla che insieme ad altre, era dedita alla caccia al seguito della dea Diana: costoro, secondo la legge del gruppo, non potevano sposarsi, ma Callisto segretamente venne corteggiata da Giove, padre degli dei, ed ebbe da lui un figlio di nome Arcade che divenne un abilissimo cacciatore come la madre.

Passarono gli anni , ma un giorno Diana e Giunone, moglie di Giove, scoprirono il misfatto e decisero di vendicarsi in modo sottile: durante una battuta di caccia Callisto venne tramutata in un'orsa grande e goffa che, spaventata, iniziò a fuggire dato che le altre cacciatrici e il figlio Arcade, ignaro del sortilegio, la stavano inseguendo.

Arcade stava ormai per scagliare la sua freccia contro l'orsa quando Giove, dall'alto dell'Olimpo, si commosse e non volle permettere questa uccisione drammatica; così tramutò l'orsa in stelle (l'omonima costellazione) e Arcade nella brillante stella Arturo ( in greco "dietro la coda dell'orsa") che ancora oggi in cielo insegue la grande preda.

I romani invece identificavano le stelle più brillanti in un carro agricolo ed ognuna di esse era un bue, infatti in latino erano dette i sette buoi, "septem triones", da cui in italiano la parola settentrione, cioè la zona del cielo dove si trova l'orsa maggiore.

Infine i cinesi, fin dai tempi più antichi, vedevano nel grande carro il mezzo funebre che doveva portare l'anima dell'imperatore in cielo dopo la morte.


Il mito dei Gemelli


I Gemelli (Gemini), come tutti sanno, sono una costellazione zodiacale, uno di quei gruppi di stelle su cui il sole sembra transitare con il suo moto apparente durante l'anno.

Si può osservare questa costellazione sopratutto d'inverno in alto nel cielo, grazie alle due brillantissime stelle Castore e Polluce, ma anche in primavera la si può osservare verso ovest in prima serata, mentre si avvia a tramontare. La mitologia greca ci narra a proposito dei gemelli una bella storia: Castore e Polluce infatti erano due fratelli (ovviamente gemelli) figli di Zeus (Giove) e di Leda, figlia del Re d'Etolia.

Castore era mortale, bravo domatore di cavalli, Polluce invece era immortale, buon pugile e abile cavallerizzo: stavano insieme in qualunque occasione, anche nelle più pericolose, ma un giorno litigarono con i due figli del Re Afareo per una questione di divisione del bestiame, si sfidarono a duello e Castore morì. Polluce si vendicò subito uccidendo l'assassino del fratello e Zeus, adirato, con una folgore uccise l'altro.

Polluce era rimasto solo e in preda alla disperazione, non poteva resistere alla mancanza del gemello e così, dopo una straziante preghiera al padre Zeus, ottenne di poter stare ancora insieme a Castore, pur essendo immortale: con una folgore vennero entrambi tramutati in stelle che ancora oggi brillano vicine e con la stessa identica luminosità, anche se una e di colore azzurrino e l'altra dorato.


La leggenda di Ofiuco


Ofiuco in greco vuol dire "serpentario" ("ofis" serpente) e ciò perchè è sempre stato rappresentato con un bastone e dei serpenti attorcigliati.

L'Ofiuco era Esculapio, Dio della medicina figlio di Febo (Apollo), esperto di erbe medicamentose grazie all'educazione ricevuta dal centauro Chirone: dal serpente traeva delle sostanze per una medicina miracolosa in grado di resuscitare i morti strappandoli dalle grinfie del Dio dell'oltretomba Plutone.

Zeus (Giove) padre degli Dei si offese per questo affronto alla immutabile legge universale divina e fulminò il medico.

Febo per vendetta uccise a frecciate i ciclopi artefici delle saette di Zeus.

Questa costellazione è molto grande e si può osservare d'estate in alto nel cielo verso sud, sopra il Sagittario e lo Scorpione; ai due lati ci sono le due parti (testa e coda) della costellazione del serpente.

Puntando un binocolo in questa zona del cielo è possibile scorgere numerosi e bellissimi ammassi stellari.




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a tutti i naviganti consiglio di guardare piu' spesso il cielo.....è veramente bello!

 

ciao BRUNELLA2001